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Lingua sumera
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top
Il mwdgsumero o mwdwsumerico (mweacuneiforme: 𒅴𒂠 mweqEME.ĜIRmweg15 o mwewemengimwfa(r), mwfq"lingua nativa") è la mwfglingua del popolo dei mwfwSumeri; non ne è ancora stata dimostrata alcuna parentela con altre lingue, ed è considerata una mwgalingua isolata. È una mwgqlingua ergativa (come ad esempio il mwggbasco) e mwgwagglutinante (come il mwhaturco). Dove la lingua sumera sia nata originariamente non è chiaro.
Se i Sumeri sono immigrati nel territorio mwhgalluvionale della mwhwMesopotamia, la lingua era forse sorta già da prima. La scrittura è nata tuttavia solo dopo la loro immigrazione. In epoca storica tuttavia la lingua sumera era parlata nella mwiaMesopotamia meridionale almeno dal mwiqIV millennio a.C.
Il sumero fu sostituito dall'mwiwaccadico come lingua parlata a partire dal 2000 a.C. circa, ma si continuò ad usarla come lingua sacra di carattere cerimoniale e scientifico almeno fino al mwjaI secolo d.C. Da questo periodo hanno origine tavolette in terracotta con coppie di parole in sumero e in accadico, che rende accessibile al ricercatore la lingua sumera.
Contents
• Storia
• Origine
• Nome
• Pronome
• Verbo
• Sintassi
• Esempio
• Note
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Storia
La scrittura sumera ebbe origine nella mwkaBassa Mesopotamia (nell'attuale mwkqIraq), nel corso della mwkgrivoluzione urbana verificatasi nel sito di mwkwUruk, oggi noto con il nome mwlaWarka. La classica datazione della nascita della scrittura (Uruk IVb, 3300 a.C.) è il frutto di una semplice media aritmetica della forbice cronologica fornita dall'équipe archeologica diretta da Hans J. Nissen (datazione alta, 3600 a.C.; datazione bassa, 2900 a.C.). Le ricerche più recenti sul sito di Uruk fanno però propendere per una datazione decisamente alta sia dell'inizio del mwlgperiodo di Uruk (3750 a.C., secondo J. D. Forest) che della nascita della relativa scrittura (3600-3500 a.C.). Le stesse mwlwtavolette di Tărtăria (cfr. J. Makkay) rinvenute presso mwmaAlba Iulia, in mwmqRomania, e datate attorno al 3500 a.C., che l'mwmgassiriologo A. Falkenstein ha ritenuto di poter leggere in sumerico, potrebbero essere un ulteriore indizio a favore della maggiore antichità della scrittura di Uruk.
Origine
Il sito di Uruk ci ha lasciato un tipo di scrittura che, insieme alla pressoché contemporanea scrittura protoelamica di mwngSusa, rappresenta un vero e proprio mwnwunicum nel panorama delle cosiddette "prime scritture". La nascita della scrittura avvenne parallelamente anche in mwoaEgitto ma nella Bassa Mesopotamia come a Susa fu il risultato delle condizioni economiche e sociali, che nell'epoca considerata, erano tali da spingere ad un significativo progresso culturale. Infatti vi era una gestione dei raccolti e una forte dominante mwoqteocratica che richiedeva uno strumento più complesso in grado di registrare e contabilizzare. L'origine elitaria sembra comunque essere preponderante, in quanto la scrittura non si diffuse mai tra la gente, ma fu sempre retaggio di un distinto gruppo sociale (gli mwogscribi appunto).
Ma la correlazione tra economia e sviluppo della scrittura non è ritenuta necessaria, se questo è stato vero per la civiltà mesopotamica non lo è stato per l'antico Egitto, dove la scrittura si sviluppò per uso rituale legato ai culti, né per la Cina dove la scrittura nacque come strumento di mwpadivinazione. Il fatto che in Mesopotamia la scrittura si sia evoluta dalla contabilità per necessità economiche ci fa sentire questa civiltà particolarmente vicina alla nostra, moderna, che pure è basata sull'economia.cite-ref-1[1]
Denise Schmandt-Besserat descrive lo sviluppo della scrittura in Mesopotamia attraverso una serie di fasi che dall'8000 a.C. fino al 2000 a.C. ha portato da forme di mwqgcontabilità e protoscrittura ad una mwqwletteratura compiuta.cite-ref-2[2] In breve questi i passaggi:
• mwtg3500 a.C. - utilizzo di mwtwcretule, cioè di contenitori di argilla sferici all'interno dei quali venivano posti i contrassegni in modo da documentare produzioni e scambi affinché le merci non potessero venir trafugate. Sulle cretule erano posti i sigilli dei mercanti interessati alla transazione oltreché impresse tipologie e numero dei contrassegni contenuti, a scopo mnemonico o per identificazione. Il contrassegno è fisicamente impresso sull'argilla in modo da lasciare una impronta.
• 3300 a.C. - non si usano più i contrassegni, invece si incidono mwugsegni sulle tavolette di argilla, un segno per ogni quantità di merce.
• mwva3100 a.C. - invenzione del simbolo numerico astratto, sulle tavolette si incide un numero astratto seguito da un simbolo che rappresenta la merce trattata. Per esempio, per indicare otto pecore, invece di incidere otto simboli indicanti la pecora, si incideva un simbolo per il numero 'otto' ed un simbolo per 'pecora'.
• mwvg3000 a.C. - si incidono mwvwfonogrammi, cioè segni semplici che, indicando oggetti reali, prendevano però la funzione di trascrivere il suono della parola. Per esempio, "uomo" si pronunciava 'lu' e "bocca" 'ka', leggendo insieme i simboli "uomo" e "bocca" si pronuncia un nome di persona 'lu'-'ka', Luca.
• 2700 a.C. - dopo secoli di uso esclusivo in contabilità la scrittura è utilizzata in oggetti deposti nelle tombe, indicando i nomi delle persone di rango, ciò si spiega con la credenza sumerica che pronunciando ad alta voce il nome del defunto si permettesse all'anima di questi di continuare a vivere nell'aldilà.
• 2600 a.C. - negli oggetti funebri, oltre al nome appaiono anche preghiere agli dei, utilizzando frasi con mwwgsoggetti, mwwwverbi e mwxacomplementi
• 2400 a.C. - trascrizione delle gesta di un re.
• 2000 a.C. - la scrittura completamente sviluppata è usata per redigere testi ad ogni uso: amministrativo, legale, scolastico, religioso, letterario e poetico.
Scrittura
La scrittura sumerica, come poi la successiva scrittura mesopotamica, si basava sull'uso di cunei come simboli grafici per la scrittura, per una semplice esigenza: il supporto era formato da tavolette di mwyqargilla su cui si imprimevano dei segni mediante uno mwygstilo appuntito. Quindi il segno era dovuto a pressione ed mwywincisione e non a scorrimento, come invece accadeva sui mwzapapiri. Questo condizionò la nascita dei segni grafici che, a differenza di quelli mwzqegizi, erano fortemente stilizzati. Quindi la scrittura sumerica nasceva di per sé stessa già astratta e poco legata ai mwzgpittogrammi tipici ad esempio nella mwzwscrittura geroglifica egiziana.
Origine dei segni
Le teorie più diffuse sono la "teoria pittografica" e la "teoria economica dei gettoni d'argilla", a cui si possono aggiungere alcune teorie secondarie, tra cui quella della Hertz.
Teoria economica dei gettoni d'argilla
Si è sempre pensato che gli ideogrammi usati in epoca sumerica avessero un'origine economica e nascessero dall'esigenza di "contabilità" e di "inventario" per i templi e per i loro immensi possedimenti terrieri. In base alla teoria di D. Schmandt-Besserat, si ritiene che gli ideogrammi di Uruk fossero la riproduzione di più antichi mwbacalculi o mwbqgettoni d'argilla presenti in gran quantità nel Vicino Oriente fin dall'8000 a.C.
I gettoni d'argilla neolitici e protostorici studiati dalla Besserat avevano la funzione di memorizzare la qualità e la quantità dell'oggetto scambiato (olio, vestiti, ecc.). In una fase successiva, i gettoni vennero sigillati all'interno di mwbwbullae d'argilla di forma sferica e, infine, si ebbe l'idea di disegnare sulla superficie della bulla il segno (ad es. un cerchio) che ricordasse la forma del gettone corrispondente (ad es. una sfera). A quel punto, era pronto il passaggio finale: scomparvero le mwcabullae d'argilla e si cominciò a disegnare gli stessi segni su più pratiche tavolette d'argilla. La teoria della Besserat appare del tutto coerente, ma per essere considerata valida a tutti gli effetti dovrà sapersi confrontare con due tipi di considerazioni. La prima riguarda la funzione stessa dei mwcqcalculi neolitici. In base allo studio di quanto emerso dagli scavi del sito di Abada, Forest ritiene che i mwcgcalculi neolitici «[…] non avessero alcun rapporto con la pratica della prestazione/ridistribuzione». La seconda, e forse più decisiva considerazione, riguarda il rapporto tra gettoni e segni di scrittura impressi sulle tavolette. Come ha fatto giustamente notare R. Harris, considerato che soltanto «una trentina di segni sumeri sembrano avere un equivalente nei gettoni, […] il principale punto debole della teoria è che essa non dà una spiegazione per la gran parte dei 1.500 segni sumeri».
La teoria pittografica
La teoria pittografica ritiene che nella scrittura sumerica ci siano rapporti con i segni astratti impressi nei sigilli neolitici della zona che tendevano già in epoca antica a rappresentare con simboli concetti più complessi. I mwdqsigilli erano come dei rulli che venivano fatti ruotare su tavole di argilla lasciando impressi segni che indicavano il proprietario (in genere il tempio) e altre informazioni utili.
La teoria di Hertz
Venne formulata negli anni '20 e '30 dall'archeologa Amelia Hertz. Secondo questa, gli mweqideogrammi delle scritture dell'mwegAsia anteriore (sumerica e protoelamica) ebbero un'origine comune: gli ideogrammi astratti dipinti sulle ceramiche tardo neolitiche di Susa I e II (Elam). È una teoria completamente diversa, svincolata sia dalla genesi pittografica che da quella economica della scrittura sumerica, ed è collegabile unicamente all'arte astratta preistorica e protostorica (cfr. A. Hertz e mwewM. Gimbutas). L'intento di Hertz è certamente arduo e forse troppo azzardato.
Fonologia
Consonanti
| | | Bilabiali | Alveolari | Postalveolari | Velari |
|---|---|---|---|---|---|
| Nasali | Nasali | m | n | | ŋ |
| Occlusive | sorde | p | t | | k |
| Occlusive | sorde aspirate | pʰ | tʰ | | kʰ |
| Fricative | Fricative | | s | ʃ | x |
| Affricate | sorde | | t͡s | | |
| Affricate | sorde aspirate | | t͡sʰ | | |
| Vibranti | Vibranti | | ɾ | | |
| Liquide | Liquide | | l | | |
Le consonanti esplosive mw0wd e mw1ag, e talvolta anche mw1qb, mw1gr e mw1wẖ, mw2aš nella sillaba ES non vengono pronunciate in fine di parola.
In paleosumerico -mw2gm ed -mw2wn finali sono mw3anasalizzate.
Nella lingua sumera non vi è distinzione tra consonanti mw3gsorde e mw3wsonore, come del resto in tutte le antiche lingue del mw4aMedioriente. Si pensa infatti che tale fenomeno sia stato introdotto dalle mw4qlingue semitiche soltanto dopo il mw4gII millennio a.C.cite-ref-0-3-0[3]
Grammatica
Caratteristiche fondamentali della lingua sumerica sono:
• ergatività e agglutinazione (che la distinguono nettamente dalle lingue indoeuropee e semitiche)
• suddivisione della frase in due parti ben distinte: una catena nominale e una catena verbale, entrambe soggette a precise regole di composizione (vedi mw7ainfra).
Ergatività
Nelle mw7wlingue ergative non c'è una distinzione morfologica tra mw8asoggetto e mw8qoggetto (come invece avviene in lingue indoeuropee come il latino o il greco, dove si oppongono mw8gnominativo e mw8waccusativo), ma esiste un diverso tipo di opposizione morfologica tra mw9aergativo e mw9qassolutivo. In queste lingue il soggetto di un verbo transitivo dotato di complemento oggetto, che abbia quindi il valore di agente, sarà marcato dal caso ergativo, mentre il paziente, o oggetto dell'azione, sarà nel caso assolutivo. Ma anche il soggetto di un verbo intransitivo sarà nel caso assolutivo, caratterizzandosi perciò come paziente. Si possono quindi avere due tipi di proposizioni in sumero:
• a un partecipante (paziente)
• a due partecipanti (paziente ed ergativo/agente)
In sumero il caso marcato è l'ergativo, segnalato dalla desinenza "-e", mentre l'assolutivo è non-marcato, privo cioè di desinenza (da cui il nome), che qui si indicherà come "-ø".
Esempi:
• lugal-e é-ø mu-un-dù
Il re (erg.) la casa (assol.) ha costruito.
• é-ø ba-ab-dù
La casa fu costruita
Agglutinazione
Le mwaqmlingue agglutinanti (come la mwaqqlingua finlandese o la mwaqulingua turca) si contrappongono alle lingue dette mwaqyflessive come quelle semitiche ed indoeuropee. Queste ultime, come la mwaqclingua latina ad esempio, declinano ("flettono" appunto) le desinenze in modo tale che uno stesso mwaqgmorfema possa indicare una molteplicità di valori morfo-sintattici all'interno di una sequenza linguistica. Ad esempio la desinenza latina "-us" veicola contemporaneamente i seguenti valori: maschile, nominativo, singolare; così come la desinenza "-am" può indicare: femminile, accusativo, singolare. Nelle lingue agglutinanti invece ogni morfema indica un singolo valore morfo-sintattico: così in sumerico la desinenza "-ene" indicherà il plurale per la classe delle persone, senza però veicolare alcuna informazione sul genere o sul valore sintattico della parola cui ci si riferisce; la particella "-ak" indica invece il genitivo senza specificare ulteriormente né genere, né numero. I nomi quindi non saranno flessi, bensì si aggiungeranno alla radice di base tutte le particelle necessarie ad esprimere funzione, genere e numero della parola nella frase. Es.
• "(il) re" = lugal
• "(i) re" = lugal-ene
• "dei re" = lugal-ene-ak
Nome
Il nome sumerico non si distingue formalmente dal verbo, entrambi sono fissi ed immutabili: né il nome si declina, né il verbo si coniuga. Per quanto riguarda la natura del sostantivo, esso è normalmente monosillabico, eventualmente bisillabico e molto raramente trisillabico. I nomi primari (come mwaq8dingir, "dio") sono pochi, ed è per questo che il sumero ha dovuto ricorrere a degli espedienti per ampliare un patrimonio di parole di per sé ristretto. La cosa si chiarisce se si pensa all'origine della scrittura cuneiforme che all'inizio esprimeva solo oggetti. Una prima soluzione consiste nell'unione di più parole. Es.
• ur-sag (uomo + testa) = "eroe"
• dumu-sag (figlio + testa) = "primo figlio, primogenito"
• ki-nú (posto + giacere) = "stanza da letto, letto"
• gal-zu (grande + sapere) = "saggio"
La lingua originariamente poteva esprimere solo oggetti concreti. Per produrre, da questi, termini astratti è possibile far precedere la particella mwarynam-. Es.
• lugal (re) --> nam-lugal = "regalità"
• dingir (dio) --> nam-dingir = "divinità"
Numero
Genere
In sumero non esistono mwasogeneri, ma due mwassclassi di nomi: mwaswanimati (o socialmente attivi), che comprendono persone, mwas0dèi, esseri e cose personificate, e mwas4inanimati (o socialmente passivi), ossia animali, cose, pensieri e mwas8plurali collettivi.cite-ref-0-3-2[3]
Caso
Il mwauanumero plurale si rende con il suffisso -mwaueene aggiunto al mwauitema.
| Caso | Singolare |
|---|---|
| Assolutivo | invariabile |
| Genitivo | - a ( k ) |
| Dativo | - ra , - e [ nota 1 ] |
| Ergativo | - e |
| Collettivo - strumentale | - da |
| Ablativo | - ta |
| Locativo | - a |
| Locativo - terminativo | - e |
| Direzionale ( allativo ) | - e ( še ) [ nota 2 ] |
| Causale | - akeš |
| Equativo ( comparativo ) | - gĩ [ 3 ] |
Es. mwaz0lugal-mwaz4ene → dalla parola mwaz8lugal (re) con suffisso -mwaaaene → (i) re
mwaaikalam-mwaama(mwaaqk) → dalla parola mwaaukalam (paese) con suffisso -mwaaya(mwaack) → del paese
mwaaké-mwaaoa → dalla parola mwaase (tempio) con suffisso -mwaawa → nel tempio
mwaa4imeš-(-mwaa8a)-mwabaakeš → dalla parola mwabeimeš (sostanza) con suffisso -mwabiakeš → per motivo del fatto
Il plurale inoltre si può rendere con il mwabqsuffisso -mwabudili-mwabydili (> mwabcdidli), originariamente un mwabgsostantivo-mwabkapposizione, e -mwaboẖa, un mwabsaggettivo.cite-ref-0-3-5[3]
Es. mwacedub-mwaciẖa → dalla parola mwacmdub (tavoletta) con suffisso -mwacqẖa → molte tavolette
mwacysa(mwaccg)-mwacgdub-mwackmwacodili-mwacsdili-mwacwa(mwac0k) → letteralmente mwac4dub <tavoletta>, mwac8sa(mwadag) <cuore>, quindi "persona", con suffisso -mwadedili-mwadidili e -mwadma(mwadqk) → molte tavolette di (a) molte persone → una tavoletta a testa (ogni persona)
Aggettivo
L'aggettivo non si differenzia dal mwadcnome, tranne talvolta per l'aggiunta del mwadgsuffisso -mwadka alla mwadoradice, in realtà proprio del mwadsparticipio.cite-ref-0-3-6[3]
Es. mwaeegal (o mwaeinun) → grande
mwaeqkal(mwaeuag) (o anche mwaeykalag-mwaecgmwaega) → forte
mwaeogul-mwaesmwaewa (o mwae0gu-mwae4lmwae8a) → malato
In mwafecaso genitivo l'aggettivo è rimpiazzato da un nome con significato analogo.cite-ref-0-3-7[3]
Es. mwafcé-mwafgsig-mwafkga, ossia casa mwafoin muratura (da mwafsé (casa) con aggettivo mwafwsig-mwaf0ga (in muratura) ) → mwaf4é-mwaf8sig-mwagaa(mwagek), ossia casa mwagidi mattone
Pronome
Pronome personale
I mwagwpronomi personali sono usati per evidenziare una persona. Si declinano seguendo i suffissi dei nomi.cite-ref-0-3-9[3]
| | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| 1° persona | gae , me / gā [ nota 3 ] | mẽdẽ |
| 2° persona | zae , zé / zā [ nota 4 ] | mẽzẽ |
| 3° persona | ane , ene | anene , enene , ( ẖ ) ur (o ur ), ne [ nota 5 ] |
Es. mwakmzae → tu
mwakumẽzẽ-mwakyra → da mwakcmẽze (noi) con suffisso -mwakgra → a noi
Pronome possessivo
| | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| 1° persona | - gu / - mu | - |
| 2° persona | - zu | - |
| 3° persona | - a ( ne ), - bé | - bé [ 3 ] |
Es.
Pronome dimostrativo
I pronomi dimostrativi sono mwanme(mwanqne) e mwanuhur (o mwanyur); inoltre esistono i suffissi -mwancbé e più raramente -mwange con valore dimostrativo.cite-ref-0-3-11[3]
Pronome relativo
Pronome interrogativo
Il pronome interrogativo sostituisce l'mwaocoggetto in una mwaogdomanda. In sumero sono mwaoka'ba <chi?> e mwaooa'na (o mwaoste/ mwaowta in mwao0neosumerico) <che cosa?>.cite-ref-0-3-13[3]
| Caso | Singolare |
|---|---|
| Assolutivo | a'ba , te / ta |
| Genitivo | aba - a ( k ) |
| Dativo | aba - ra , aba - e |
| Ergativo | aba - e |
| Collettivo - strumentale | aba - da |
| Ablativo | aba - ta |
| Locativo | aba - a |
| Locativo - terminativo | aba - e |
| Direzionale ( allativo ) | aba - e ( še ) |
| Causale | aba - akeš |
| Equativo ( comparativo ) | aba - gĩ [ 3 ] |
Es. mwaveaba-mwavimwavmta → mwavqa'ba con suffisso -mwavuta → per mezzo di chi?
| Caso | Singolare |
|---|---|
| Assolutivo | a'na |
| Genitivo | ana - a ( k ) |
| Dativo | ana - ra , ana - e |
| Ergativo | ana - e |
| Collettivo - strumentale | ana - da |
| Ablativo | ana - ta |
| Locativo | ana - a |
| Locativo - terminativo | ana - e |
| Direzionale ( allativo ) | ana - e ( še ) |
| Causale | ana - akeš |
| Equativo ( comparativo ) | ana - gĩ [ 3 ] |
Es. mwa1mana-mwa1qmwa1ua(mwa1ymwa1ck) → mwa1ga'na con suffisso -mwa1ka(mwa1ok) → di che cosa?
Verbo
Numero
Modi
Possono essere aggiunti al massimo sei mwa28prefissi e due mwa3asuffissi al mwa3etema verbale, ognuno dei quali ha un preciso valore logico.cite-ref-0-3-18[3]
1° - 2° - 3 - 4° - 5° - 6° - Tema - 1° - 2° - 3°
Esistono sette mwa4imodi: mwa4mindicativo, voluntativo (o desiderativo), asseverativo, suppositivo (o della richiesta), negativo, proibitivo, modo dell'affermazione (o del desiderio categoricamente negativo). In aggiunta esiste l'mwa4qimperativo, che però si forma soltanto dall'aggiunta di suffissi.cite-ref-0-3-20[3]
Indicativo
L'mwa44indicativo esprime un'azione reale e certa.
In sumero il modo indicativo coincide con il tema del verbo.cite-ref-0-3-21[3]
Voluntativo
Il modo voluntativo (o desiderativo) esprime un desiderio o una volontà, ed è usato soltanto con la 1ª persona.
Asseverativo
Suppositivo
Il modo suppositivo esprime una richiesta.
Negativo
Il modo negativo si usa per esprimere una negazione. Si forma con l'aggiunta del prefisso mwa7mnu- al tema.cite-ref-0-3-25[3]
Proibitivo
Affermazione o desiderio negativo
Esprime un'affermazione personale e soggettiva.
Sostantivo verbale
Il sostantivo verbale coincide con il mwa8stema verbale quando esprime un mwa8wparticipio presente, mentre si rende con il tema con l'aggiunta del mwa80suffisso -mwa84a quando ha mwa88valore relativo.cite-ref-0-3-28[3]
La forma in -mwa9ua esprime quindi il mwa9yparticipio passato, un nome d'azione o un nome di stato.cite-ref-0-3-29[3]
Es. mwa9wdù (costruire) → costruente (che costruisce o che ha costruito)
mwa94dù-mwa98mwa-aa → dal tema mwa-edù (costruire) con suffisso -mwa-ia → costruzione (costruito); ciò che si riferisce a chi costruisce o alla costruzione
L'aggiunta del mwa-qsuffisso -mwa-ued (o -mwa-ye(mwa-cd) ) al sostantivo verbale esprime probabilmente un'azione incompiuta o imminente, o un mwa-gsupino attivo (mwa-kfinale) per la forma in -mwa-oa.cite-ref-0-3-30[3]
Es. mwa-atar-mwa-ermwa-ie (mwa-mtar-mwa-qmwa-ue(mwa-ymwa-cd) ) → dal tema mwa-gtar (tagliare) con suffisso -mwa-ke(mwa-od) → ciò che è destinato ad essere tagliato (destino)
mwa-wtúm-mwa-0mu-mwa-4mwa-8da (mwbaatúm-mwbaemwbaied-mwbammwbaqa) → dal tema mwbautúm (portare) con suffissi -mwbayed e -mwbaca → al fine di portare (ciò che deve essere portato)
Sintassi
Regola fondamentale della catena nominale è che ogni elemento della parte nominale della proposizione occupa un posto fisso e che deve essere ripreso negli mwbaoinfissi della catena verbale (tra le due catene esiste infatti una ferrea concatenazione). La catena nominale si compone di sei elementi:
| Posizione | Contenuto |
|---|---|
| 1 | sostantivo |
| 2 | aggettivo |
| 3 | genitivo |
| 4 | suffisso pronominale III pers. sing. |
| 5 | segno del plur. classe delle persone |
| 6 | posposizione segnacaso |
Il genitivo è l'unico caso a non essere richiamato nella catena verbale.
Esempio 1:
| uru | gal | a |
|---|---|---|
| città | grande | in |
| 1 + 2 + 6 | 1 + 2 + 6 | 1 + 2 + 6 |
| "Nella grande città" | "Nella grande città" | "Nella grande città" |
Esempio 2:
| uru | gal | en-lil-lá | ak | a |
|---|---|---|---|---|
| città | grande | Enlil | di | in |
| 1 + 2 + 3 + 6 | 1 + 2 + 3 + 6 | 1 + 2 + 3 + 6 | 1 + 2 + 3 + 6 | 1 + 2 + 3 + 6 |
| "Nella grande città di Enlil" | "Nella grande città di Enlil" | "Nella grande città di Enlil" | "Nella grande città di Enlil" | "Nella grande città di Enlil" |
Le caratteristiche agglutinanti della lingua sumera e la sua regolarità rendono la lingua potenzialmente adatta ad una formalizzazione della grammatica per applicazioni automatiche.cite-ref-9[4]
Sistema di scrittura
La lingua sumera è probabilmente la prima lingua per cui sia stato inventato un mwbewmetodo di scrittura. Si è conservata in mwbe0scrittura cuneiforme su tavolette di terracotta e su altri oggetti come ad esempio statue, che sono state trovate con scavi archeologici in mwbe4Mesopotamia. Originariamente la scrittura cuneiforme è stata utilizzata come sistema di segni ideografici (ossia ad ogni segno corrispondeva una parola). Nel corso del tempo si è poi sviluppata una rappresentazione in sillabe, nella quale alcuni segni rendevano il suono di una mwbe8sillaba. Questo principio sillabico è rimasto tuttavia una caratteristica secondaria rispetto al principio mwbfaideografico.
Esempio
L'iscrizione che si analizza qui sotto è riprodotta nell'immagine a fianco. Per la decifrazione dei segni si consideri che ad ogni simbolo corrispondono esattamente le "sillabe" o parole del testo traslitterato qui sotto, così come separate dai trattini "-".
| 1 | d inanna | A Inanna |
|---|---|---|
| 2 | nin-a-ni (-ra) | sua signora |
| 3 | ur d nammu | Urnammu |
| 4 | nita-kala-ga | colui che è forte |
| 5 | lugal-uri 5 (ŠEŠ.AB) ki -ma | re di Ur |
| 6 | lugal-ki-en-gi-ki-uri-ke 4 | re di Sumer e di Akkad |
| 7 | é-a-ni | la sua casa |
| 8 | mu-na-dù | per lei ha costruito |
Questa iscrizione di dedica è così composta:
1. dativo di dedica
2. ergativo (soggetto)
3. oggetto
4. verbo
• La prima parte mwbjimwbjmdinanna nin-ani sottintende la particella finale mwbjq-ra indicatrice del dativo: si tratta di una dedica alla divinità mwbjuInanna. La sequenza è quindi composta dalle seguenti parti: 1 + 1 (mwbjynin è infatti apposizione di Inanna) + 3 + (6). La piccola mwbjcd prima del nome della divinità è un mwbjgdeterminativo che serve ad indicare che quello che segue è un nome divino (mwbjkd sta per mwbjomwbjsdingir, che in sumerico significa appunto "dio").
• La seconda parte è più complessa. Ci troviamo qui di fronte a colui che compie l'azione: mwbj0mwbj4Urnammu re di mwbj8Ur. La mwbka-e dell'ergativo si trova alla fine dell'espressione che designa il sovrano, compresi apposizioni e aggettivi: si tratta infatti della mwbkee del mwbki-kemwbkm4 della riga 6. Il nome di mwbkqUrnammu è un nome composto da un nome divino: questo giustifica la mwbkud a esponente a metà del nome. mwbkynita-kala-ga: mwbkcnita significa "uomo", mwbkgkal-ga viene dal verbo mwbkkkalag che significa "essere forte", la mwbko-a finale in mwbks-ga indica il participio passivo. Quindi qui tradurremo "uomo che è forte" cioè "colui che è forte". mwbkwlugal-urimwbk05 (ŠEŠ.AB)mwbk4ki-ma: in questa espressione, apposizione di Urnammu, la mwbk8-a finale è l'mwbla-ak del genitivo che per motivi legati all'imperfezione del sistema di scrittura cuneiforme viene scritto senza la mwblek finale; si tratta qui quindi del "re di Ur (Urim in sumero). Da notare che il nome della città di mwbliUr viene fatto seguire dal determinativo mwblmki che serve per indicare nomi di luogo. mwblqlugal-ki-en-gi-ki-uri-kemwblu4 è ancora una volta un'apposizione di Urnammu: il mwblykemwblc4 finale va scomposto come mwblg-ak-e, cioè segnacaso del genitivo + segnacaso dell'ergativo. Urnammu è quindi anche re (mwblklugal) di mwbloki-en-gi e di mwblski-uri, cioè di Sumer e di Akkad, parte meridionale e settentrionale della mwblwMesopotamia. Si noti ancora una volta il segno mwbl0ki che indica i nomi di luogo.
• mwbl8é-a-ni si tratta dell'oggetto e quindi avrà come segnacaso mwbma-ø, cioè niente. mwbmeani è il pronome possessivo di III pers. sing. ("suo/a"). Qui tradurremo quindi con "la sua casa" (cioè la casa della dea).
• mwbmmmu-na-dù: nell'ultima parte analizziamo il verbo. La radice è mwbmqdù che significa "costruire". Davanti ci sono due segni che hanno solo valore morfologico. mwbmumu- è prefisso di coniugazione che sottolinea l'interesse dell'agente nei confronti dell'azione compiuta. Segue poi mwbmy-na-: si tratta di un infisso che riprende le parti della catena nominale. Esso deve essere scomposto come mwbmcn+mwbmga: la mwbmka sta ad indicare il dativo ("a Inanna") e la mwbmon indica che si tratta di una persona (in questo caso una divinità) e non di una cosa. La traduzione sarebbe quindi "costruì per lei". Teoricamente all'interno della catena verbale ci dovrebbe essere anche un infisso relativo alla catena nominale dell'ergativo (Urnammu, l'agente): possiamo così ricostruire la forma verbale nel modo che segue > mwbmsmu-n+a-n-dù in cui la seconda mwbmwn rappresenta l'elemento dell'ergativo, classe delle persone.
Note
Annotazioni
cite-note-1-41. Il suffisso -mwbnue si usa per la classe dei nomi inanimati.
cite-note-2-52. Il suffisso -mwbnke(mwbnoše) è spesso -mwbnseš dopo vocale.
cite-note-4-63. La forma mwbn8gā è della variante neosumera e ha anche valore ergativo.
cite-note-5-74. La forma mwbomzā è della variante neosumera e ha anche valore ergativo.
cite-note-0-85. Le forme (mwbocẖ)mwbogur (o mwbokur) e mwboone sono per i nomi inanimati.
Fonti
cite-note-11. ↑ Harald Haarmann, mwbpiModelli di civiltà a confronto nel mondo antico: la diversità funzionale degli antichi sistemi di scrittura, G. Bocchi, M. Ceruti ed., pag. 28-55
cite-note-22. ↑ Denise Schmandt-Besserat, mwbpyDalla contabilità alla letteratura, G. Bocchi e M. Ceruti, pag 58-67
cite-note-0-33. ↑ mwbtyI. M. D'jakonov, mwbtcmwbtgLA LINGUA SUMERICA (mwbtkmwbtoPDF). mwbtsURL consultato il 28 aprile 2021 mwbtw(archiviato dall'mwbt0url originale il 12 agosto 2013).
cite-note-94. ↑ L'mwbueontologia sumerica ed il precedente lavoro dell'mwbuiontologia dell'esperanto
cite-note-106. Cuneiform Texts from Babylonian Tablets in the British Museum, London 1896ff.
Bibliografia
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Voci correlate
Altri progetti
• mwbzwmwbz0Wikibooks contiene una mwbz4mwbz8Grammatica di Sumero
Altri progetti
• Wikibooks
• Wikimedia Commons
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Collegamenti esterni
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• citerefbritannica-com(EN) Ignace J. Gelb, Sumerian language, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwbau(EN) The Electronic Text Corpus of Sumerian Literature, su etcsl.orinst.ox.ac.uk.
• mwbac(DE) Sumerisch (An overview of Sumerian by Prof. Dr. Kausen, in German) (DOC), su homepages.fh-giessen.de.
• mwbakGábor Zólyomi su academia.edu, su elte.academia.edu.
• mwbas(FR) Ezida, sito con esercizi e relative correzioni, su ezida.com.
• mwba0(EN) The Pennsylvania Sumerian Dictionary, su psd.museum.upenn.edu.
• mwba8Salvatore Gaspa, Sumerico, su mnamon.sns.it, Scuola Normale Superiore.